Pixel di tracciamento nelle email: cosa sono e come bloccarli
Aprire un’email sembra un gesto privato. Nella maggior parte dei casi non lo è: il mittente riceve una notifica con l’ora, il dispositivo e una stima della posizione.
Come funziona
Nel messaggio viene inserita un’immagine da un pixel per un pixel, trasparente, invisibile. Non è nel messaggio: è un link a un’immagine ospitata sul server del mittente, con un identificatore unico per ogni destinatario. Quando il client di posta carica le immagini, fa una richiesta a quel server — e la richiesta è la notifica.
Cosa rivela
- Che hai aperto il messaggio e a che ora, con precisione al secondo.
- Quante volte lo hai riaperto.
- Il tuo indirizzo IP, da cui si ricava la zona geografica e a volte il provider.
- Il dispositivo e il client di posta: telefono o computer, quale app.
Non rivela cosa hai letto né cosa hai scritto. Ma «ha aperto tre volte in due giorni, la sera, da Milano, dal telefono» è già un profilo — e serve esattamente a decidere quando scriverti di nuovo.
Chi li usa
Praticamente tutte le newsletter commerciali, gli strumenti di email marketing, molti sistemi di gestione clienti e diverse estensioni per la posta usate da singoli mittenti. Non è una pratica di nicchia: è lo standard del settore.
Come bloccarli
Il pixel funziona solo se il client scarica le immagini. Basta impedirlo:
- Gmail: Impostazioni → Generali → Immagini → «Chiedi prima di visualizzare le immagini esterne».
- Outlook: il blocco delle immagini esterne è attivo per impostazione predefinita nei messaggi di mittenti sconosciuti; si può estendere a tutti.
- Apple Mail: Impostazioni → Privacy → «Proteggi attività Mail».
- Thunderbird: blocca i contenuti remoti per impostazione predefinita.
Il prezzo è estetico: alcune newsletter appariranno spoglie finché non carichi le immagini manualmente. È un buon affare.
Da noi
Nelle caselle temporanee le immagini remote sono bloccate per impostazione predefinita. Vedi un avviso e un pulsante per caricarle se ti servono davvero: finché non lo premi, il mittente non sa nulla. È lo stesso motivo per cui l’HTML dei messaggi viene mostrato in un contenitore isolato.
E i link?
Anche i link nelle newsletter sono quasi sempre tracciati: passano da un dominio intermedio che registra il clic prima di reindirizzarti. Quello non si blocca senza rinunciare al link. L’unica difesa è la consapevolezza — e non aprire per curiosità i messaggi che non ti interessano.
Provalo subito
Crei un indirizzo temporaneo con un clic — gratis e senza registrazione.
Crea indirizzo